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Sappiamo tutti quanto sia difficile dire di no al cibo spazzatura. Cibi fritti, patatine,...

La storia è ricca di prove dell’utilizzo degli alimenti, da parte di innumerevoli civiltà, come fonte medicamentosa e per la prevenzione di malattie. La medicina tradizionale Ayurveda, vecchia di cinquemila anni, cita i benefici del cibo per scopi terapeutici. Tutt’oggi molte civiltà, specialmente quelle nel continente asiatico o africano, preferiscono basarsi solo ed esclusivamente sulle proprietà benefiche di erbe, piante e alimenti, per curare i propri mali, anche se questo, spesso, non può bastare.

Con il termine nutraceutica, parola nata dal connubio tra nutrizione e farmaceutica, viene definita una classe di alimenti con determinate proprietà benefiche per la salute dell’uomo. Un nutraceutico è un alimento salutare che associa alle sue caratteristiche nutrizionali delle proprietà funzionali di alcuni suoi componenti che interagiscono in modo positivo sulla salute psico-fisica di chi ne fa uso quasi come fossero un farmaco ma del tutto naturale e privo di effetti collaterali.
È da precisare che il trattamento di patologie con i nutraceutici non va inteso come sostitutivo del farmaco, ma associare un nutraceutico a una terapia farmacologica, può risultare una ottima strategia dal punto di vista medico. La nutraceutica si pone in un’ottica di prevenzione pro-attiva, agendo sull’alimentazione in maniera razionale e mirata.
Le nuove ricerche hanno portato a maggiori conoscenze rispetto a quanto era stato compreso solo un paio di decenni fa quando l’analisi degli alimenti era limitata al solo valore nutrizionale; ora vi è una crescente evidenza che altri fattori degli alimenti possono svolgere un ruolo fondamentale non solo dal punto di vista nutrizionale, ma anche influire positivamente sulla salute.

NutrigenomicaLa nutrigenomica (genetica-nutrizione) è una scienza multidisciplinare che riesce a combinare la genetica con la nutrizione cercando di svolgere un ruolo preventivo per il benessere della persona. Negli ultimi anni l’analisi genomica (l’analisi di tutto il nostro DNA) ha permesso di ottenere valide informazioni sulla suscettibilità genetica individuale verso numerose patologie e sulla capacità di rispondere ai trattamenti farmacologici e ai profili nutrizionali.
Attraverso l’elaborazione di test genetici gli studiosi sono stati in grado di svelare e capire le mutazioni, responsabili di alcune delle più comuni e gravi patologie, quali diabete, ipercolesterolemia, intolleranze alimentari e cancro, consentendo in tal modo di individuare anche i benefici che alcune categorie di alimenti apportano se introdotti nella dieta.
Una corretta e mirata nutrizione rapportata alle caratteristiche genetiche individuali permette di elaborare più efficienti strategie di prevenzione per alcune patologie e favorisce lo sviluppo di nuove terapie sperimentali, coadiuvanti la cura e il miglioramento di malattie complesse, quali:
  • malattie metaboliche;
  • malattie neurodegenerative;
  • malattie neoplastiche;
  • danni da stress ossidativo-invecchiamento.
Benché la scienza abbia fatto molti passi avanti anche in questo campo, è necessario ricordarsi che attualmente le conoscenze nella nutrigenomica sono ancora ristrette a specifici campi e non sono complete. Prestate quindi attenzione a chi ora propone ad esempio la dieta dimagrante perfetta, senza il minimo sforzo e potendosi abbuffare, sulla base di un fantomatico test genetico miracoloso (che tra l'altro pagherete molto caro). In futuro ci auguriamo che le nostre conoscenze scientifiche migliorino sempre più, ma ora non siamo ancora arrivati a questo punto..
Per approfondire questo tema consiglio la lettura di questo articolo: Test genetici e alimentazione: c’è da fidarsi?!

Quali sono i nutraceutici e in quali alimenti li possiamo trovare?

Una dieta varia e bilanciata, ricca di frutta e verdura, come suggerito ormai da anni dai vari esperti del campo della nutrizione, è da sempre riconosciuta come l’elisir di lunga vita. Tuttavia la vita frenetica dei nostri giorni ha fatto diminuire il tempo da dedicare al nostro benessere, favorendo l’affermarsi dei cibi spazzatura, carichi di calorie inutili, grassi nocivi, fritture. Sempre più frequentemente vengono quindi scelti questi alimenti per praticità, pigrizia e perché soddisfano il nostro palato... trascurando però il fatto che questi alimenti molto gustosi sono dannosi per la nostra salute.
Malattie come diabete, ipercolesterolemia, ipertensione, obesità e molte altre patologie nella maggior parte dei casi sono da ricercare in una cattiva alimentazione associata a uno stile di vita sedentario.
In Italia, la sindrome metabolica interessa circa il 25% degli uomini e il 27% delle donne. Sono numeri altissimi, che equivalgono a circa 14 milioni di individui. È facilmente intuibile che esse possono essere sconfitte all’origine, prevenendole, preferendo al cibo spazzatura l’alimento funzionale, gettando via il telecomando o il mouse del PC e indossando tuta e scarpette da ginnastica.

Ecco alcuni dei nutraceutici più importanti:
  • Omega-3: abbassano i livelli plasmatici di trigliceridi, interferendo con la loro incorporazione a livello epatico. Per questo motivo possiedono un’importante azione antitrombotica. I cibi ricchi di omega-3 sono noci e olio di noci, pesci e olio di semi di lino

  • Omega-6: abbassano la colesterolemia riducendo i livelli plasmatici delle LDL. Questo beneficio, tuttavia, è in parte attenuato dal fatto che gli stessi acidi grassi omega-6 riducono anche il colesterolo “buono” HDL. I cibi ricchi di omega 6 sono l’olio di vinaccioli, olio di mais e di soia e la frutta secca

  • Acido linoleico: appartiene alla classe degli acidi grassi che sono i precursori chimici che il corpo usa per creare gli endocannabinoidi; svolge un ruolo importante nei meccanismi che regolano l’appetito. L’acido linoleico è presente in tutti gli oli vegetali, tra cui l’olio di girasole, olio di mais, olio di soia nonché in alcuni grassi di origine animale. L’acido linoleico è uno degli acidi grassi essenziali e appartiene al gruppo degli omega-6. Viene studiato il suo ruolo nella prevenzione e nel trattamento di diverse malattie, tra cui infarto, cancro, diabete,fibrosi cistica. Sembrerebbe sia implicato nell’abbassamento dei livelli di colesterolo nel sangue limitandone l’assorbimento intestinale

  • Acido ascorbico: avente elevate proprietà antiossidanti, tiene lontano sostanze tossiche come i radicali liberi, sintetizza aminoacidi, collagene e ormoni, rafforza i vasi sanguigni. La Vitamina C è presente in frutta e verdura fresca (agrumi, fragole, frutti di bosco, kiwi, verdure a foglia verde)

  • Acido folico: sostanza fondamentale per il metabolismo di alcuni aminoacidi, fosfolipidi e la produzione di globuli rossi, per lo sviluppo neuropsichico e la sintesi del DNA. La possiamo trovare in alimenti come arance, fegato, legumi, riso, verdura a foglia verde e uova

  • Antocianine: sostanze che forniscono colori e sfumature alle piante (frutta e verdura compreso), facenti parte del gruppo dei cosiddetti bioflavonoidi. Oltre al tono cromatico forniscono protezione dagli agenti nocivi esterni. Risultano di aiuto alla salute dell’organismo umano poiché hanno un forte potere antiossidante. Si trovano in alimenti come barbabietole, cipolle, frutti di bosco e uva

  • Carotenoidi: classe di nutraceutici che comprende betacarotene, licopene e luteina, precursori della Vitamina A, con funzioni costitutive, mediatrici e protettive nei confronti dell’apparato visivo, dermico e immunitario. Sono presenti in frutta e verdura di colore arancione, giallo o rosso e a foglia verde

  • Polifenoli: costituiscono un gruppo eterogeneo di sostanze naturali, particolarmente note per la loro azione positiva sulla salute. In base alla loro struttura possono essere schematicamente distinti in tre diverse classi; fenoli semplici, flavonoidi e tannini. L’apporto di polifenoli nella dietaumana varia enormemente in relazione al tipo, alla quantità e alla qualità dei vegetali consumati. In ogni caso, l’assunzione giornaliera si aggira, di norma, a circa 1 g/die, tenuto conto che trattasi proprio delle molecole antiossidanti più rappresentate del regno vegetale. I polifenoli abbondano soprattutto nella frutta e nella verdura fresca, ma anche nel tè, nel vino, nel cacao e nei derivati. Le proprietà dei polifenoli possono essere riassunte in antiossidanti, antiaterogeni, antinfiammatorie e antibatteriche

  • Isoflavoni: composti di origine vegetale, facenti parte anch’essi, come le antocianine dei bioflavonoidi, con una sola differenza: sono privi di colore e presenti quasi esclusivamente nelle piante leguminose. Queste sostanze partecipano alla protezione da alcune forme cancerose sostituendosi agli estrogeni, come ad esempio nel tumore al seno. Gli isoflavoni inoltre contrastano il colesterolo “cattivo”, l’osteoporosi e gli effetti della menopausa. Posso essere reperibili, in alimenti come ceci, cereali integrali, fagioli, fave, finocchi, lenticchie e semi di soia

  • Licopene: ha una forte azione antiossidante e antitumorale, aiuta a prevenire le patologie cardiovascolari e neurodegenerative dovute all’invecchiamento, funzionando da anti-age naturale. Inoltre ha una peculiare azione di spazzino dei radicali liberi. Il licopene è presente in particolare nel pomodoro

  • Resveratrolo: sostanza di origine vegetale della famiglia dei polifenoli e dall’elevata proprietà antiossidante. Possiede importanti funzioni protettive nei confronti di malattie cardiovascolari. Lo possiamo trovare nella buccia dell’uva e nel vino (in percentuale maggiore nel vino rosso)

  • Steroli vegetali: abbassano il colesterolo “cattivo” e sono elementi essenziali della membrana cellulare. Essi possono essere assunti attraverso il consumo di vegetali come l’olio d’oliva, la soia, e il riso

  • Teanina e teine: posseggono una buona funzione stimolante e antistress; sono presenti nel tè

  • Fibra alimentare: pur non potendosi considerare un nutriente, la fibra alimentare esercita effetti di tipo funzionale e metabolico che la rendono una importante componente della dieta umana. Oltre che all’aumento del senso di sazietà e al miglioramento della funzionalità intestinale e dei disturbi a essa associati (stipsi, diverticolosi), l’introduzione di fibra con gli alimenti è stata messa in relazione alla riduzione del rischio di insorgenza di diverse malattie cronico-degenerative, in particolare i tumori al colon-retto (in parte spiegata dalla diluizione di eventuali sostanze cancerogene e dalla riduzione del loro tempo di contatto con la mucosa), il diabete e le malattie cardiovascolari, (in parte per la riduzione dei livelli di colesterolo nel sangue)


Elenco nutraceutici, dose giornaliera consigliata (RDA), e loro equivalente in alimenti. Alimenti con nutraceutici


Dieta mediterranea, rischio cardiovascolare e nutraceutica

In uno studio effettuato da Razquin e colleghi sono stati valutati gli effetti della dieta mediterranea arricchita con olio extravergine di oliva sul peso corporeo e sui processi ossidativi coinvolti nell’insorgenza dell’obesità. I ricercatori hanno studiato 187 persone con rischio cardiovascolare elevato e le hanno suddivise casualmente in 3 gruppi, ognuno dei quali per 3 anni ha seguito una dieta leggermente diversa, tutte e 3 basate sulla classica dieta mediterranea.
Un gruppo ha seguito una dieta mediterranea tradizionale, un altro gruppo l'ha integrata con frutta secca (noci, nocciole e mandorle) e l'ultimo con olio extra vergine di oliva. All’inizio della dieta e al termine dei 3 anni sono stati misurati i parametri antropometrici (peso, indice di massa corporea, circonferenza addominale) e la capacità totale antiossidante del plasma.
Dall’analisi dei risultati è emerso che la capacità totale antiossidante del plasma era significativamente più elevata nel gruppo a dieta con olio extra vergine d’oliva e in quello a dieta supplementata con frutta secca, rispetto al gruppo di controllo. In particolare, al termine dei tre anni di osservazione, nei pazienti che avevano seguito la dieta mediterranea addizionata con olio extravergine di oliva, l’elevata capacità totale antiossidante del plasma correlava positivamente ad una maggiore riduzione del peso corporeo.
Queste osservazioni permettono di concludere che l’aggiunta di olio extra vergine d’oliva ad una dieta di tipo mediterraneo aumenta il potere antiossidante dell’organismo e influenza positivamente la perdita di peso.
Tali aspetti sono particolarmente rilevanti nella prevenzione cardiovascolare, soprattutto per soggetti ad alto rischio.

Fibre alimentari e cancro

Uno studio compiuto presso il National Cancer Institute (Usa) e in altri centri ha valutato l’associazione tra la quantità di fibre alimentari assunte con la dieta e l’insorgenza di tumori del colon-retto.
È stata confrontata l’assunzione di fibre fra i partecipanti allo screening che non presentavano polipi, con l'assunzione di fibre delle 3.591 persone che presentavano almeno un adenoma nel colon-retto. L’alta assunzione di fibre con la dieta era associata ad un più basso rischio di adenoma del colon (-27%).

Conclusioni

Alimentazione salutareAlla luce di quanto esposto emerge che numerose patologie che oggi affliggono la popolazione mondiale sono causate da una cattiva alimentazione; addirittura si evince che il 30% dei casi di cancro deriva dall’alimentazione sbagliata. Diversi studi svolti su determinati micronutrienti contenuti in alcuni alimenti, hanno evidenziato l’efficacia terapeutica proprio nei confronti del cancro. Ad esempio, nutrienti come il resveratrolo (contenuto essenzialmente nel vino rosso), l’acido ellagico (contenuto in fragole, more e lamponi), la genisteina (contenuta nella soia) hanno dimostrato di poter inibire la formazione di nuovi vasi sanguigni che portano ossigeno e nutrienti al tumore. L’equazione che ne esce è semplice: meno sangue = meno nutrienti; meno nutrienti = meno capacità per il tumore di proliferare e di espandersi.

Una giusta informazione su ciò che è sano mangiare ed un corretto stile di vita rappresenta il primo passo migliorare la nostra salute senza dover ricorrere all'uso di farmaci.
Inoltre, nei paesi più poveri, dove l’assistenza sanitaria ha spesso un costo inaccessibile, la dieta, come prevenzione, potrebbe rappresentare la principale via percorribile, al fine, anche, di liberare fondi da destinare ad altri investimenti, come la cura dell’Aids o la ricerca sul cancro.


Bibliografia:
Cerchiaro, Calabrò, Rosselli. "Nutraceutica e nutrigenomica,elisir di lunga vita?" ADI 2013;5:7-11

Pubblicato il 03 Ottobre 2013 - © Vietata qualsiasi copia non autorizzata
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