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Sappiamo tutti quanto sia difficile dire di no al cibo spazzatura. Cibi fritti, patatine...
I trigliceridi si trovano tipicamente in forma di olio, burro ed altri alimenti ad alto...

Un interessante articolo che mostra quanto sia importante leggere le etichette ed essere consapevoli di ciò che si mangia.
Saper scegliere meglio aiuta a restare in salute e a non ingrassare. Buona lettura!


Le etichette e la dieta

Dott. Valerio Rizzo
www.biologonutrizionista.it


Saper leggere l'etichetta e poter ragionare sul tipo di ingredienti e sulle proporzioni relative dei nutrienti (ad es: sto mangiando carboidrati o più che altro grassi? Sto bevendo una cioccolata calda o una bevanda al gusto di cacao ma a netta prevalenza di zucchero?) può voler dire la differenza tra ingrassare e dimagrire oppure quella tra la salute e i sintomi di gonfiore e altri da intolleranze alimentari.

Insomma, quando si mangia qualcosa di confezionato è importante leggerne l'etichetta.

Questo per diverse ragioni:
  1. Accorgerci così della presenza di taluni ingredienti che non ci conviene mangiare perché causa di intolleranza, allergia o disturbi digestivi (un esempio fra tutti, per chi è celiaco: è vitale osservare la presenza o meno di cereali con glutine).

  2. Evitare certi ingredienti dai nomi strani, che possono causare da soli il sovrappeso (certi tipi di zuccheri e sciroppi artificiali dolcificanti), l'aumento di colesterolo o problemi cardiovascolari (i grassi idrogenati, i grassi vegetali raffinati in genere).

  3. Evitare gli alimenti che contengono troppi additivi (conservanti, coloranti).

  4. Sapere quante calorie stiamo mangiando e in che misura derivino dai grassi, dalle proteine e dai carboidrati, è molto importante. Questo anche se pensiamo, come io penso, che le calorie non siano tutto nell'alimentazione (dobbiamo infatti tenere presente da dove vengono le calorie e quanti nutrienti "vantaggiosi" ovvero utili al nostro metabolismo siano presenti).

  5. Confrontare il rapporto qualità/prezzo di alimenti della stessa categoria merceologica: per esempio, potrebbe essere più conveniente l'acquisto di una cioccolata rispetto ad un'altra se, a parità di peso, contiene meno zucchero o meno grassi aggiunti. Infatti, la cioccolata ci dovrebbe interessare più per il suo contenuto in cacao che per il suo contenuto in grassi vegetali, in zucchero o in latte. Se vogliamo dello zucchero, dell'olio o del latte, ci conviene acquistare direttamente quei prodotti: li troveremo di migliore qualità.


Un esempio natalizio:

100 g di PANDORO contengono 410 cal di farina, zucchero, latte in polvere, burro e uova, emulsionanti (grassi non ben specificati).
Già vedere qual è il primo ingrediente deve far riflettere: il primo nell'ordine è quello di cui c'è la maggior quantità.
Vi accorgerete che molti, troppi alimenti riportano lo zucchero come primo ingrediente!

Nel caso del pandoro, lo zucchero non è effettivamente il primo ingrediente, ma il secondo; invece nel caso dei biscotti capita spesso che sia il primo ingrediente.  
Consideriamo che su 100 g di pandoro i grassi sono 20 g (pari a 180 cal) ovvero quasi la metà delle 410 cal presenti in quei 100 g.
Se si pensa che la nostra alimentazione deve contenere mediamente 1/4 delle calorie da grassi, vedete bene che in questo caso assumiamo un pasto molto sbilanciato.

Un altro esempio che mi sta a cuore, è quello delle famose barrette energetiche, o degli snack "salutistici", ovvero quelli che vengono venduti con una denominazione che fa pensare allo sport, alla linea, alla dieta, ai cereali o ai cibi integrali.
Quei prodotti ingannano il consumatore in quanto "contengono poche calorie" (circa 80-90 cal), ovvero: 20-25 g di barretta contengono poche calorie ma composte da: cereali ad altissimo indice glicemico, amalgamati con zucchero (almeno il 30% del peso), latte, sciroppi di glucosio, fruttosio, "miele", grassi vegetali.

Insomma, le calorie per porzione sono abbastanza poche, ma:

  1. se consideriamo 100 g, abbiamo le calorie di un piatto di pasta, con molto minore sazietà e più alto indice glicemico;

  2. non saziano per niente: aumentano anzi la voglia di mangiarne ancora;

  3. abbiamo poche proteine, molti zuccheri e grassi di cattiva qualità.

Insomma, mangiare poco e mal combinato ci fa triplo danno:
  1. abbiamo ancora fame

  2. non ci apporta sostanze vantaggiose

  3. ci altera l'equilibrio nutrizionale.


Ricordiamoci sempre che la nostra composizione corporea dipende in larga misura da come è composto quello che mangiamo, oltre che da quanto ne mangiamo.


Dott. Valerio Rizzo
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Pubblicato il 20 Gennaio 2011 - © Vietata qualsiasi copia non autorizzata
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