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Consigli per dimagrire
Quanti miti e leggende legati all'alimentazione conosciamo?
In un'epoca nella quale siamo “maleducati” anche per come mangiamo serve sempre un consiglio o una guida che ci illustrino cosa è bene fare e cosa bisogna evitare.
Tra diete inutili, leggende metropolitane e vere e proprie truffe commerciali, un articolo sul digiuno preparato dal biologo e nutrizionista dott. Giuliano Parpaglioni, già collaboratore di questo sito dagli inizi e che ha anche un suo blog che discute proprio di problematiche legate all'alimentazione.
In molti siti “naturopatici” o a tendenza alternativa si legge spesso delle proprietà fantastiche e guaritrici del digiuno. E' vero? Cosa si rischia a digiunare?
E possibile farlo?
Nei commenti i vostri dubbi.


Nell'ambito della nutrizione esistono decine di “mode” e usanze, alcune suggerite dagli stessi professionisti ai propri pazienti, altre invece diffuse tramite il semplice passaparola, lasciando che ogni persona si regoli da sé. Molti di questi approcci hanno una loro ragione d'essere scientifica, ad esempio è indubbio che una dieta vegana, per quanto ristretta e limitata, sia comunque compatibile con una buona salute fisica in ogni occasione a patto che sia ben equilibrata. Altri comportamenti alimentari, invece, non possono dirsi salutari, nonostante il numero di persone che li seguono.

Il digiuno è una condizione volontaria o forzata di assenza di alimentazione, e ne esistono vari gradi: c'è chi si alimenta di sola frutta, chi beve solo acqua, chi lo fa per un giorno alla settimana, chi lo protrae per più settimane. I fautori di questo modo di “alimentarsi” (metto le virgolette perché è ovvio che il digiunare non è propriamente un modo per alimentarsi...) ci dicono che il digiuno è terapeutico, che ci libera dal grasso in eccesso e che ci fa vivere più serenamente la giornata, abbassando i livelli di stress. Tutto assolutamente vero!

Durante il digiuno (inteso come assumere solo acqua) il nostro corpo passa varie fasi per adattarsi alla situazione: prima utilizza le riserve di zuccheri (il glicogeno) presenti nei muscoli e nel fegato, successivamente all'esaurimento di queste riserve si vede costretto a sintetizzare da sé lo zucchero necessario alla sopravvivenza (un processo chiamato gluconeogenesi), i mattoni per la sintesi dello zucchero sono le proteine, ovvero la struttura portante dei muscoli corporei. Allo stesso tempo però il corpo attua una grandiosa risposta, evolutivamente molto importante in quanto ci ha permesso di superare periodi di grande carestia, che permette l'utilizzo dei grassi come fonte principale di energia, tanto che col passare del tempo e dopo parecchi giorni di digiuno lo stesso cervello può lavorare “alimentato a grassi” più che a zuccheri. Tutto questo è possibile perché il cervello è capace, in condizioni di carenza, di utilizzare come fonte di energia quelli che vengono chiamati corpi chetonici, che sono il risultato dell'utilizzo dei grassi per funzioni energetiche. Quindi, riassumendo: dopo vari giorni di digiuno il nostro corpo si alimenta dei grassi che ha accumulato, non ha più bisogno di un gran quantitativo di zuccheri e quindi la massiva perdita di muscoli che c'è nei primi giorni piano piano rallenta, anche se non si arresta mai.

Digiunare per dimagrire - un piatto vuoto

A livello di analisi del sangue è possibile poi avere una condizione quasi normale, come spesso succede per i soggetti anoressici che hanno in apparenza poche carenze ematiche. Altro effetto positivo è che perdendo massa grassa si abbassano sicuramente gli indici importanti per il rischio cardiovascolare come i trigliceridi o il colesterolo cattivo. Tutto questo è molto bello e su questo si basa il successo del digiuno. C'è chi arriva a dire che il sistema immunitario ne esce rafforzato! Inoltre è possibile che ci siano effetti positivi per il trattamento di alcune condizioni patologiche come il Parkinson o che si riveli un utile strumento per abbassare il rischio di malattie cardiovascolari. C'è però il rovescio della medaglia.

Cominciamo dalla fine: le analisi possono anche apparire normali, ma in realtà c'è una carenza subclinica di molti nutrienti (primi fra tutti i minerali e le vitamine): dopo periodi molto lunghi di malnutrizione (pensiamo ad esempio ad un'anoressica) la rialimentazione deve avvenire in maniera molto graduale, perché se si dà una dieta completa, anche leggera, ad un soggetto così stressato si rischia di farlo stare davvero male, a volte. Succede che in condizioni di malnutrizione il nostro corpo abbassi tutti i suoi fabbisogni e che quindi, pur avendo circolanti nel sangue delle quantità di nutrienti apparentemente normali, nelle cellule questi stessi nutrienti siano estremamente carenti. Rialimentare una persona che per molto tempo non ha mangiato vuol dire sconvolgere il suo metabolismo ridandogli quello che fino a quel momento non aveva, a quel punto le cellule divorano i nutrienti e causano scompensi nei minerali e nelle vitamine circolanti, che possono risolversi anche con una crisi cardiaca: è la cosiddetta sindrome da rialimentazione. Quindi particolare attenzione al modo in cui si esce dal digiuno, soprattutto prolungato: ricominciare a mangiare normalmente troppo velocemente potrebbe essere paragonabile all'uscire velocemente dall'acqua dopo un'immersione subacquea in profondità.

Inoltre la perdita di massa muscolare è sempre presente. E' vero che è molto accentuata all'inizio e limitata nel lungo periodo, ma è anche vero che è limitata, non assente: il nostro corpo non può vivere senza carboidrati, almeno in quantità minima, ed è quindi costretto a sintetizzarli. L'unico modo che ha per sintetizzarli è quello di distruggere le proteine (i muscoli) e trasformarle in zuccheri, perché dai grassi non si ricavano zuccheri, mai. Prolungare per parecchie settimane il digiuno vuol dire perdere parecchia massa muscolare, fare un digiuno di 24 ore vuol dire perdere abbastanza massa muscolare da rischiare un infortunio in caso di attività fisica.

Infine ci tengo a dire che sì, si perde massa grassa, ma la mancanza di alimentazione porta ad abbassare la quantità di energia spesa in tutto quello che non è indispensabile. Cosa è indispensabile? Il funzionamento del cervello e del cuore prima di tutto. Il resto è importante, ma senza un rene si vive, senza la milza si vive, si possono asportare parecchi metri di intestino e continuare a sopravvivere, si possono togliere i due terzi del fegato e questo si riforma, ma non si può stare senza cervello e cuore. Questo vuol dire che anche il sistema immunitario ne risente e, indeboliti dalla mancanza di alimentazione, siamo sicuramente più vulnerabili alle infezioni, altro che rafforzarci. Il sistema immunitario è formato da numerosi tipi di cellule, molecole e tessuti: se parlate con un immunologo è probabile che vi dica che anche la pelle, essendo una barriera contro gli agenti esterni, è parte di esso. Tra queste cellule ci sono anche i batteri dell'intestino che escono da un periodo di digiuno sicuramente diminuiti di numero, quindi incapaci di sostenere la nostra buona salute (sono loro che impediscono, spesso, la comparsa di sindromi intestinali poco simpatiche). Ovviamente anche le vere e proprie cellule del sistema immunitario, i globuli bianchi, possono risentire della mancanza di alimentazione, sia come numero che come capacità di produrre molecole immunitarie.

In conclusione, se dovete seguire una dieta particolare o se volete digiunare, parlatene col vostro medico o nutrizionista, perché può essere d'aiuto sia nel seguire il regime scelto (ovviamente la scelta di seguirvi è a discrezione del professionista) sia per trovare alternative, o comunque elencarvi le possibili implicazioni negative.


Autore: Dott. Giuliano Parpaglioni (Biologo nutrizionista)
Articolo originariamente pubblicato su MedBunker.

Pubblicato il 02 Maggio 2011 - © Vietata qualsiasi copia non autorizzata
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