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Tenere un regime nutrizionale adeguato può migliorare decisamente l’efficacia di ogni terapia topica e pertanto va considerato a tutti gli effetti un trattamento aggiuntivo, con forti evidenze.

Dieta ed acne

Curare l'acne con la dieta Perché parlarne? Perché oltre ad essere una malattia della pelle è un problema della sfera personale ed emozionale che affligge milioni di ragazzi e giovani adulti a livello mondiale.
L'acne ha effetti sostanziali sulla qualità della vita, rendendo pertanto il trattamento essenziale.

I primi sospetti che l’alimentazione potesse essere un fattore causativo indiretto sorsero già nel 1959 quando fiorirono numerosi studi americani che parvero, però, dare risultati non significativi.
Studi più recenti hanno invece messo in luce correlazioni di notevole complessità nella patogenesi dell’acne in cui sembrano essere coinvolte fluttuazioni ormonali indotte dalla dieta quotidiana.

Il principale imputato sembra essere il rialzo glicemico conseguente a pasti ricchi in carboidrati e zuccheri semplici, correlato ad una sovrastimolazione del segnale mediato dall’insulina e dal fattore di crescita IGF-1 insulino-simile. A valle del pathway molecolare ci sarebbe una overstimolazione del follicolo pilifero e delle ghiandole sebacee annesse. Lo stimolo che induce questa affezione cutanea è certamente da identificarsi in una inadeguata sintesi degli ormoni androgeni quali testosterone, delta-4-androstenedione e deidroepiandrosterone.
Studi recentissimi correlano il problema anche all’insulino resistenza, all’eccesso ponderale e al consumo di latte e derivati.
Il motivo sembra ritrovarsi nella composizione dell’alimento principe della prima infanzia (0 – 6 mesi di vita) in quanto le proteine del latte avrebbero dimostrato un’azione insulinotropica favorente l’attivazione del fattore di trascrizione FoxO1 e delle chinasi regolatrici mTORC1 e mTORC2 centrali nelle biosintesi di lipidi e ormoni steroidei, nella crescita e nella proliferazione cellulare.

Altri studi hanno analizzato l’effetto dell’integrazione con acidi grassi omega 3 e decorso della malattia topica caratterizzata da notevole infiammazione a livello delle lesioni.
L’integrazione con acidi grassi n-3 in capsule sembra indurre beneficio al termine del trattamento (12 settimane), soprattutto negli individui con acne di grado moderato - severo. La correzione del disequilibrio tra acidi grassi omega 6 (abbondantissimi nella dieta occidentale) e omega 3 (carenti nell’alimentazione occidentale) conduce ad un contenimento della sintesi di acido arachidonico, di prostaglandine e di altre classi di citochine pro infiammatorie, molecole segnale indispensabili al perdurare di ogni stimolo flogistico.


Una dieta adeguata finalizzata a contrarre la severità del disturbo dovrebbe pertanto limitare l’apporto di glucidi semplici (zucchero da cucina, miele, frutta fresca, bibite zuccherate tipo cola e succhi, snack dolci) e di cibi iperglicemizzanti come cereali, latte e latticini e arricchirsi, invece, di verdure fresche e prodotti ittici ricchi in omega 3 (pesce azzurro).


A cura della dott.ssa Serena Garifo
serena.garifo@gmail.com

Riceve a Pinerolo (TO), Torino e Milano
serenagarifo.beepworld.it


Bibliografia:
  • Acne and diet; Melnik BC. Hautarzt. 2013 Mar 24.
  • Acne: the role of medical nutrition therapy; Burris J, Rietkerk W, Woolf K. J Acad Nutr Diet. 2013 Mar; 113(3):416-30.
  • Effects of fish oil supplementation on inflammatory acne; Khayef G, Young J, Burns-Whitmore B, Spalding T. Lipids Health Dis. 2012 Dec 3;11:165.

Pubblicato il 03 Aprile 2013 - © Vietata qualsiasi copia non autorizzata
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