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integratori omega-3 In base ai risltati pubblicati sul The Journal of Nutrition, Health & Aging, donne depresse che assumono quotidianamente 2,5g di Omega-3, con degli integratori, hanno una significativa riduzione dei sintomi della depressione.

Inoltre, i ricercatori dell'Università di Pavia hanno fatto presente che gli integratori di omega-3 forniscono una razione giornaliera di EPA (acido eicosapentaenoico) di 1,67 grammi e una razione quotidiana di DHA (acido docosaesaenoico) di 0,83 grammi, determinando un miglioramento della "qualità della vita".

"Questa osservazione sulla qualità della vita non era mai stata fatta precedentemente ed appare di grande valore per quanto riguarda il punto di vista clinico, a causa dell'importanza di questi aspetti nella popolazione anziana", scrivono i ricercatori. "Il concetto di qualità della vita è definito come una percezione di soddisfazione globale e riferita ad alcuni settori chiave, con particolare attenzione al benessere."
"Pertanto il miglioramento della qualità della vita dopo l'uso di integratori di acidi grassi poli-insaturi omega-3 è una scoperta importante" hanno aggiunto.


Gli studi precedenti
Il legame fra gli omega-3 e l'umore è una questione complessa e i dati fino ad oggi sono stati contraddittori.
Per esempio, in Norvegia ricercatori hanno riferito che l'assunzione regolare e lungo termine di olio di fegato di merluzzo, ricco di acidi grassi omega-3, può proteggere le persone da sintomi di depressione (Journal of Affective Disorders).
Inoltre, uno studio congiunto anglo-iraniano ha riportato che il livello di depressione è diminuito del 50 per cento assumendo un grammo al giorno di EPA con integratori, un effetto simile a quello ottenuto dal farmaco antidepressivo fluoxetine (Australian and New Zealand Journal of Psichiatria).
Nonostante questo crescente numero di studi, non si è complessivamente in grado di dimostrare un legame tra omega-3 e la depressione, ha detto che il British Medical Journal's Drug and Therapeutics Bulletin (DTB) nel febbraio 2007. Sempre lo stesso DTB aveva affermato che, nonostante le osservazioni evidenziassero un collegamento tra la ridotta assunzione di acidi grassi omega-3 e l'insorgenza della depressione, non vi erano basi convincenti per l'utilizzo di omega-3 per alleviare la condizione di depressione.


La svolta negli studi sugli omega-3 e la depressione
Ora la situazione è cambiata e questo studio italiano ha fatto un importante passo in avanti nella ricerca per la lotta alla depressione.
Il Dr. Harry Rice, vice presidente per gli affari scientifici e normativi dell'Organizzazione mondiale per gli omega-3 EPA e DHA (GOED) ha accolto favorevolmente i risultati e ha detto che sono non solo statisticamente significativi, ma che è anche clinicamente significativo come l'assunzione di acidi grassi a lunga catena omega-3 contribuisca al miglioramento della qualità della vita riducendo la gravità della depressione nelle donne anziane che non assumono farmaci antidepressivi.

Prossimi studi su omega-3 e depressione
Logicamente la prossima domanda a cui dare risposta è la seguente:
"E' possibile che gli omega-3 riducano i sintomi depressivi anche negli uomini?"
Vi saranno quindi sicuramente a breve nuovi studi clinici per dare risposta a questo importante interrogativo.

Nonostante la rilevanza clinica di queste scoperte, questo studio non fa luce, avvalorando o smentendo, la teoria secondo la quale l'insorgenza della depressione può essere legata alla diminuizione del rapporto di omega-3/omega-6 assunti, a causa di un eccesso di omega-6. "Per ora possiamo concludere che l'integrazione con acidi grassi a lunga catena omega-3 riduce i sintomi depressivi, migliorando nel contempo la qualità della vita, nelle donne anziane. Le implicazioni di tali conclusioni per la salute pubblica sono enormi", ha aggiunto il dottor Rice.


La ricerca nel dettaglio
46 donne anziane depresse di una casa di cura di Pavia hanno preso parte a questo studio.
Lo studio è stato effettuato dividendo le pazienti in due gruppi in maniera casuale e in doppio cieco, controllato con placebo. Nè i pazienti né i ricercatori sapevano quali soggetti stavano effettivamente assumendo omega-3 in più e quali stavano continuando la loro normale dieta. Questo accorgimento rende i risultati molto più attendibili. La somministrazione di integratori di omega-3 (o placebo) è durata due mesi.

I risultati hanno mostrato una riduzione significativa nei punteggi medi della depressione, misurata utilizzando la Geriatric Depression Scale, e inoltre la riduzione dei sintomi della depressione corrispondeva a un aumento dei livelli di omega-3 nelle membrane dei globuli rossi.
Inoltre, i punteggi fisici e mentali sono migliorati quando alle donne è stato chiesto di valutare la propria qualità di vita.
Inoltre i ricercatori hanno aggiunto che l'integrazione con omega-3 non sembra avere controindicazioni. "Non sono stati osservati effetti collaterali rilevanti e neppure effetti avversi gastrointestinali".

Questo studio è incentrato sull'effetto terapeutico dell'utilizzo di omega-3, tuttavia l'assunzione di omega-3 potrebbe essere utile anche dal punto di vista della prevenzione, oltre ad avere altri effetti importanti per la salute.
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Fonte: M. Rondanelli, A. Giacosa, A. Opizzi, et al. (2010) Long chain omega 3 polyunsaturated fatty acids supplementation in the treatment of elderly depression: Effects on depressive symptoms, on phospholipids fatty acids profile and on health-related quality of life The Journal of Nutrition, Health & Aging

Pubblicato il 24 Maggio 2011 - © Vietata qualsiasi copia non autorizzata
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